La storia nascosta dietro a Gallica

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Ciao a tutti!

Dopo due mesi e mezzo dalla pubblicazione di Gallica ho pensato di parlarvi un po’ della sua genesi e di come sono arrivata alla pubblicazione.

Gallica è un romanzo storico che narra le vicende dei soldati della Legio III Gallica creata da Giulio Cesare nel 49 a.C. per combattere la guerra civile contro Gneo Pompeo.

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Sono passati sette anni dalla prima stesura di Gallica, si tratta del romanzo che ho tenuto fermo per più tempo.

La prima volta che ho parlato di Gallica era il 2011, allora ero una donna inconsapevole e ingenua e affrontai con entusiasmo la sfida che mi veniva posta: scrivere un romanzo storico su commissione.

A questo punto so già che vi aspettate il “purtroppo” e infatti eccolo qui: purtroppo l’editore non era tale e sparì dopo che avevo scritto già sette capitoli, discusso per due mesi con lui sulla trama e raggiunto un accordo per il compenso. Il bello è che la brutta avventura non mi servì come esperienza perché di lì a poco tempo mi capitò un altro editore che agì nella stessa maniera… Ma questa è un’altra storia!

Quella di Gallica invece inizia come gadget natalizio. Sì, avete capito bene, il libro avrebbe dovuto essere un regalo di Natale di una ditta per i propri clienti. Legio III era infatti il marchio di un’azienda che voleva pubblicizzare i propri capi di abbigliamento e scelse me (che fortuna!) per scrivere un romanzo storico che desse una patina di autorevolezza a qualcosa di frivolo come una T-Shirt.

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A causa della crisi, delle idee confuse del proprietario, della mancanza di vendite, di una serie di sfortunati accidenti, l’azienda fallì e il mio committente si ritirò, scusandosi con una breve telefonata. In realtà, non gli ho mai portato rancore perché la famosa “congiutura economica” non era certo favorevole, di fatto però mi ritrovai senza editore e senza compenso. Fu un momento cruciale della mia vita e con il senno di poi ora lo vedo chiaramente; avevo per le mani la prossima pubblicazione di “Rouge Club”. Il successo di quel romanzo mi catapultò nel mondo del self, del romanzo erotico e così lo rinchiusi nel cassetto il romanzo storico incompiuto. Due anni dopo scoprii il concorso Io Scrittore, così pensai di partecipare con il mio Gallica che era lì che languiva nel dimenticatoi. Finii di scriverlo e inviai Gallica al torneo dove superò la prima fase. In quei mesi però era iniziata la collaborazione con Giunti Editore così, quando Gallica non superò la seconda fase, lessi con attenzione le critiche, ma riposi tutto in un altro cassetto. Era appena uscito “Solo il tuo sapore” e la promozione della nuova serie Six Senses richiedeva ogni mia energia.

Sembrava proprio che l’universo mi dicesse che quel romanzo non sa da pubblicare

Gallica uscì dal cassetto nel 2016 quando, dopo avere sistemato il testo seguendo le indicazioni dei lettori del concorso Io Scrittore, chiesi a un gruppo di valorose beta reader di cimentarsi nella lettura di questa nuova versione del romanzo. All’inizio del 2017 avevo tutti i suggerimenti del caso e una favolosa editor che mi seguiva, dovevo solo completare le correzioni. In febbraio arrivò l’editing di “Solo la tua carezza” poco dopo scrissi e pubblicai “Aspettavo solo te”, così i mesi volarono e a settembre mi ritrovai a Matera a riflettere con altre socie di Ewwa se fosse il caso di pubblicarlo in self. Come avrete capito mi diedero il loro pieno sostegno e ottimi consigli.

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Arrivò novembre e la mia editor (santa subito!) riprese quello che avevamo interrotto e portammo a termine la storia.

Così eccomi qui, dopo sette anni, a parlarvi del mio primo romanzo storico. Delle vicende di un gruppo di legionari, di quattro amici che si riuniscono per combattere per Giulio Cesare durante la guerra civile.

Quinto, Paulo, Tullio e Dalmatico sono i miei personaggi meno romantici ma anche i più veri. Ho cercato di mostrare come l’amicizia possa tenere insieme le persone anche se le distanze e le esperienze di vita sono differenti. Mi piaceva moltissimo l’idea di Giulio Cesare di una legione che travalicasse i confini italici, ritenendo che uomini diversi se uniti da grandi ideali potessero lottare assieme.

Gallica mi ha permesso di studiare un’epoca storica, di ripassare il latino e di immergermi in un mondo che è alla base del nostro e che inevitabilmente è il progenitore di tutte le nostre sovrastrutture mentali.

Vista la particolarità della storia rispetto alle mie consuete ho pensato di darmi un nuovo pseudonimo: Antonia Claudia Romani.

Non so come reagiranno i miei lettori a questo cambio di genere e di stile di scrittura, ma sono ottimista, finora mi hanno sempre stupito in senso positivo e sono certa che accadrà anche questa volta.

Scriverò altri storici?

Vista come è andata con Gallica lo saprete solo tra sette anni…

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